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La nascita dell'hockey su prato in Italia
Bruno Gennaro

Bruno Gennaro è una delle personalità più importanti dell'hockey italiano. Fondatore dell'hockey a Genova, primo Commissario Tecnico della nazionale italiana, ha partecipato alle Olimpiadi di Helsinki del 1952.
Alcuni mesi fa ci ha consegnato un importantissimo manoscritto di ricordi, ricco di documentazione fotografica. Lo abbiamo digitalizzato e oggi lo pubblichiamo a beneficio di tutti gli appassionati.
Daniele Franza


Sanremo, 31 gennaio 2007


Carissimo Daniele,

come d'accordo, ti ho preparato il promemoria del sottoscritto, nato nel 1918, e perciò ottantanovenne, relativo alla vera storia dell'avvento in Italia dell'hockey su prato.


1936-1937

Un mio carissimo amico svizzero, Weber, sovente in Italia, continuava a lamentarsi perché in Italia non si giocava ad hockey su prato. Allora, avendo una persona che ci poteva insegnare a giocare a questo nuovo sport, mi diedi da fare ed ottenni il permesso, per un pomeriggio alla settimana, di usare un campetto della centrale del latte a Teglia.
Messe insieme le porte ottenemmo dalla FIHP (Fed.It.Hoc.Patt.) le mazze e le palle per poter giocare.
Immediatamente, avendo fatto correre la voce tra gli amici, ci presentammo in campo per imparare: io, mio fratello Tiziano, Cuneo, Beltrandi ed altri di cui, mi scuso, ma non sarei preciso dei nomi.
Subito dopo vennero Bolognesi, Neumaier, Pudel, ecc.
Visto che il gioco interessava molte persone, presentai al GUF la domanda per costituire una squadra di Hockey ed iscriverci all'unico campionato italiano di allora con il nome GUF GENOVA HOCKEY.
Nel frattempo, in Italia, si erano infatti formate altre squadre.
Vincemmo negli anni successivi ben sei scudetti di campioni italiani!!!
Ed anche i Littoriali (campionati riservati alle squadre universitarie).


Foto 1: GUF Genova Hockey, 6 volte Campione Italiano


1939-1941


In quegli anni si formarono molte squadre in Italia tanto da raggiungere un numero sufficiente da poter permettere di organizzare anche un campionato di Serie B.
Allora convinsi la GIL a fare una nuova squadra (purché fosse allenata da me!) e così nacque la GIL HOCKEY GENOVA.
Vincemmo il campionato di serie B.


Foto 2-3: GIL Hockey Genova


Fine 1941-1945

In quegli anni di guerra ho prestato servizio come Ufficiale del V° Alpini.
Prigionia in Germania, rimpatrio per malattia.
Niente hockey…


Foto 4: 1941, ufficiale Alpini.
Foto 5: 1943-45, prigioniero internato in Germania e Polonia.



1948

Quando rientrai nel gioco, trovai il GUF GENOVA HOCKEY trasformato in GENOVA HOCKEY CLUB, anche allora, come giocatore, posso dire che abbiamo vinto tanto e di più. Erano comparse molte squadre nuove tra cui l'AMSICORA di Cagliari allenata da Vado che giocava bene, alla pari con noi o quasi.
Si fecero notare anche il Cus Pisa, Milano, Trieste, Bologna, Roma ed altre sotto il nome Dopolavoro Ferroviario ed altro.


1949

Il presidente del CUS (ex Guf) Sig. Scarpiello mi diede l'incarico di allenare la squadra di hockey, il CUS GENOVA.
Vincemmo i campionati Universitari e il primo scudetto per il Cus.
Dal CUS, da me creato come GIL, assieme all'Hockey Club vennero fuori i migliori giocatori italiani in assoluto.
Nel frattempo, nacquero anche delle squadre femminili.
A questo punto, con mia enorme soddisfazione, il gioco era fatto: l'hockey era ormai ben piantato in Italia e da qui si formarono molte altre squadre vedi il Moncalvo, il Savona ecc.ecc.


Foto 6: CUS Genova, incarico di allenatore.


1950 -51

Arrivati a questo punto, ritenni fosse arrivato un momento in cui l'Italia aveva raggiunto la capacità tecnica per formare una Nazionale.
Ne parlai con il Presidente della FIHP che mi dette ragione e mi diede il tesserino di: Commissario tecnico per l'hockey su prato.


Foto 7: Commissario Tecnico Nazionale, tessera federale.


1951-52

Mi misi subito al lavoro e riuscii a mettere insieme una buona squadra che si dimostrò sia a Ferrara contro l'Austria che in altri incontri pronta per iniziare a cimentarsi contro altre nazioni. Allora mi venne in mente che nel 1952 ci sarebbero state le Olimpiadi a cui l'hockey italiano non aveva mai partecipato.
Ne parlai con i dirigenti della FIHP che mi risposero che, se avessi ottenuto due buoni risultati in incontri all'estero, la cosa avrebbe potuto essere possibile e mi confermarono il tesserino (vedi foto 7).
Riuscimmo a fare i due risultati: a Lione contro la Francia ed a Sion contro la Svizzera.


Foto 8: Ferrara, Italia - Austria


Foto 9: Lione, Italia - Francia


Foto 10: Sion, Italia - Svizzera


A questo punto la FIHP mi informò di prepararci perché saremmo andati alle Olimpiadi di Helsinski.
Potete immaginare la gioia di una persona che ha lavorato per anni per uno sport sconosciuto in Italia: e che è riuscito non solo a farlo conoscere ma a farlo apprezzare, nel tempo, anche a ragazzi come quelli che, ancora adesso, calcano i nostri campi.


Foto 11: Allenamento a Bassano per le Olimpiadi.

Dopo un periodo di allenamento a Bassano (foto 11) con buon umore tra noi e un esasperante malumore da parte di dirigenti di altre squadre (ed anche di giocatori che avrebbero preteso di essere chiamati in nazionale) siamo finalmente partiti (vedansi foto allegate).


Foto 12: Partenza per Helsinki.


Foto 13: Sul vapore per Helsinki.


Helsinki

L'esperienza fu un macello:

1) Campi con il muschio al posto dell'erba a cui eravamo abituati: questo faceva sì che la pallina sprofondasse.
2) Le mazze non passavano dall'anello: e quindi, le abbiamo limate noi...!
3) Il sole era sempre all'altezza degli occhi: al punto tale che, di notte, si leggeva fuori all'aperto senza bisogno di luce.

Per completare il macello di cui sopradetto un giocatore, tra i migliori, si è dato malato e non è venuto a fare una partita fuori Helsinki, procurandoci un danno enorme.
Al ritorno sono venuto a sapere dal medico che "non era ammalato ma era andato a vedere una partita di calcio".
L'ho denunciato alla FIHP per una squalifica a vita.
Per finire mi sono trovato ad una Olimpiade con tutti questi inconvenienti e con una squadra non completa per l'assenza giustificata di almeno tre elementi, tra cui Bolognesi.
Perciò chiudo con un nodo alla gola per il dispiacere che per un avvenimento anche se importante come l'Olimpiade, possa sembrare crollare tutto il lavoro fatto in tanti anni di successi, sia come giocatore, sia come allenatore, sia come uomo.


Foto 14: Helsinki, villaggio olimpico. Amicizia olimpica tra nazioni.


Foto 15: Inaugurazione giochi.


Foto 16: Giuramento Olimpiadi Helsinki.


Foto 17: Fiaccola apertura giochi.

Adesso tocca a Voi, giovani, trasmettere ai ragazzi e ragazze hocheiste il mio entusiasmo di tanto lavoro e soprattutto dite loro "Ragazzi fatevi onore in futuro: la Nazionale Vi attende"

Bruno Gennaro




* * * * * * * * * *



5 maggio 2007: Bruno Gennaro ancora nei campi da hockey!


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